venerdì, 31 agosto 2007, ore 15:45

BUCHER ( LIBRI ) di Hermann Hesse

Tutti i libri del mondo
non ti faranno felice
ma ti condurranno in segreto
all'interno di te stesso.

Lì troverai tutto ciò
di cui hai bisogno,
il sole, le stelle, la luna,
perchè la luce che cerchi
dimora già in te.

La saggezza che hai cercato a lungo
tra i libri,
splenderà da ogni pagina,
perchè ora quella saggezza
è diventata tua.

criss01
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categoria : poesia, libri, hesse
mercoledì, 29 agosto 2007, ore 13:10

Fiaba buddista rielaborata da Roberto Carvelli

Successe in India. Tanto tempo fa. Una volta nel parco della città di Jetavana, religiosi, dotti e scienziati litigavano furiosamente, si accapigliavano, si offendevano. Ognuno pensava di dire ciò che era giusto e ciò che era sbagliato e ognuno aveva l’idea che era giusto ciò che diceva lui e sbagliato quello che diceva un altro. Ognuno era così convinto di essere dalla parte della ragione che neanche ascoltava quello che l’altro aveva da dire e appena si accorgeva che voleva dire qualcosa di diverso lo offendeva dicendo: «È giusto come la penso io, la tua idea è sbagliata». E l’altro lo stesso: «Ma che dici? La mia è l’idea giusta, è la tua che è sbagliata». E litigavano ancora. Per lo più litigavano per un fatto: che uno diceva che l’universo è grande grande grande, così grande che praticamente non ha né una fine e né un inizio. Praticamente: l’universo è infinito. Ma l’altro non era d’accordo perché diceva che invece il mondo è finito e faceva un disegno del villaggio in cui vivevano per dimostrarlo. Ma non litigavano solo per questo. C’era chi diceva che gli animali hanno un’anima e chi diceva di no. Uno che il tempo non ha né un inizio e né una fine – come quell’altro aveva detto dell’universo – e l’altro santone si stropicciava la barba e iniziava a contare «uno due tre… mille… vedi che si può contare il tempo? Quindi se si può contare con i numeri a un certo punto finirà!» Nonostante fossero tutte persone molto colte e istruite ognuno però usava la sua sapienza per offendere con le parole l’altro. Uno diceva: «Sei uno stupido. La terra gira, altro che ferma». E l’altro: «Se gira allora tutto dovrebbe cambiare sempre». Poi si davano dello sciocco perché per uno la terra era rotonda e per un altro piatta. Insomma in questa città, che si chiamava Savatthi, regnava una grande confusione. Ma per fortuna tra tutti i saggi ce n’era uno di gran lunga più saggio. Tanto saggio da non cadere nei facili tranelli delle discussioni, da vivere in disparte e con modestia ma sempre disposto ad accettare l’idea espressa da un’altra persona. Questa sua serenità lo rendeva ancora più saggio ed era da tutti riconosciuto come un saggio dei saggi. Anzi diciamo pure il saggio per eccellenza. Ma il nostro dotto amico, saputo di quello strano conflitto, si era molto contrariato perché pensava che era buffo che persone così intelligenti e profonde non riuscissero a trovare un accordo sulla loro ricerca di verità e che fossero convinte che la loro verità fosse così giusta da offendere quella dell’altro. Avrebbe potuto intervenire anche lui cercando di capire cosa diceva uno e cosa l’altro, ma rendendosi conto che non sarebbe servito a nulla entrare nella discussione decise di raccontare una storia che li aiutasse a capire.

La storia che gli raccontò era quella di un gruppo di ciechi e di un elefante. E la storia diceva così. Cari monaci, un re in un tempo molto antico, in questa stessa città mandò a chiamare tutti coloro che erano nati ciechi. Dopo che questi si furono raccolti in una piazza mandò a chiamare il proprietario di un elefante a cui fece portare in piazza l’animale. Poi chiamando a uno a uno i ciechi diceva loro: questo è un elefante, secondo te a cosa somiglia? E uno diceva una caldaia, un altro un mantice a seconda della parte dell’animale che gli era stata fatta toccare. Un altro toccava la proboscide e diceva il ramo di un albero. Per uno le zanne erano un aratro. Per un altro il ventre era un granaio. Chi aveva toccato le zampe le aveva scambiate per le colonne di un tempio, chi aveva toccato la coda aveva detto la fune di una barca, chi aveva messo la mano sull’orecchio aveva detto un tappeto. Quando ognuno incontrò l’altro dicendo quello a cui secondo lui somigliava l’animale discutevano animatamente perché ognuno era convinto assolutamente di quello che aveva toccato. Perciò se gli chiedevano a cosa somigliasse un elefante diceva l’oggetto che gli era sembrato di toccare. Naturalmente se uno diceva un mantice e l’altro una caldaia volavano gli insulti perché nessuno metteva in dubbio quello che aveva sentito toccando la parte del corpo dell’elefante. Il re vedendoli così convinti della loro sicurezza e litigiosi si divertiva un mondo. Ma alla fine decise di aiutarli a capire, e a due a due li invitava a toccare quello che aveva toccato l’altro e a chiedergli a cosa somigliasse. Così tutti dicevano quello che sosteneva l’altro e si invertivano i ruoli. Come se fosse stato un gioco li invitò a parlare tra di loro e alla fine tutti si formarono l’idea di come in realtà l’elefante fosse. Tutti furono d’accordo che era un mantice con un ramo di un albero nel mezzo e a lato un aratro con due tappeti sopra un granaio sostenuto da colonne e tirato da una fune di barca.
Dopo che il saggio Maestro ebbe finito di raccontare questa storia disse: «Miei saggi discepoli voi fate la stessa cosa. Non sapete ciò che è giusto e ciò che è sbagliato né ciò che è bene e ciò che è male e per questo litigate, vi accapigliate e vi insultate. Se ognuno di voi parlasse e ascoltasse l’altro contemporaneamente la verità vi apparirebbe come una anche se ha molte forme».



criss01
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categoria : vita, fiabe buddiste
martedì, 28 agosto 2007, ore 20:55

 

Ci sono momenti di sofferenza e tristezza

 o giornate come pugnalate al cuore.

Quando hai questi momenti

prova  a bussare alla porta del mio cuore.

La mia vita e il mio cuore sono aperti a te.

Queste orecchie possono ascoltare qualsiasi cosa

in ogni momento.

Anche questi occhi hanno accumulato tante lacrime

per piangere con te.

Quando sei gioioso non c'è bisogno di parlare

io lo capisco dal tuo viso

Invece quando senti solitudine

 tristezza o voglia di allontanarti

parla con me di tutte queste cose.

Io carico sulle mie spalle la metà del peso della tua sofferenza.

Andiamo avanti insieme.

Questa è la nostra strada fino a quando continuerà la nostra amicizia.

Daisaku Ikeda

criss01
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categoria : poesia, amicizia, daisaku ikeda
lunedì, 27 agosto 2007, ore 21:45

Quel che facciamo è ciò che conta di più
di Tamotsu Nakajima

Nel suo editoriale di maggio, il presidente Ikeda afferma: " Dal momento che siamo nati come esseri umani, dovremmo fare del nostro meglio per rendere il mondo anche solo un poco migliore di come l'abbiamo trovato. Questa è la chiave per una vera realizzazione, concluse Toynbee, l'eminente studioso che aveva esplorato l'immenso panorama della storia dell'umanità. Ecco perché era così colpito dal nostro movimento popolare che si dedica alla trasformazione positiva della società basandosi sui purissimi insegnamenti del Buddismo mahayana, considerandola una conquista spirituale di portata storica". Ogni persona desidera migliorare la propria vita e creare delle condizioni in cui tutti possano vivere meglio, per questo sentiamo una profonda soddisfazione quando ci impegniamo per rendere migliore la società in cui viviamo. A volte si pensa che le cose possano cambiare dall'esterno, oppure ricerchiamo la "buona fortuna" al di fuori di noi, ma la realtà è diversa, bisogna scavare "sotto i nostri piedi", nella situazione che stiamo vivendo ora, qui dove siamo, senza aspettare un altro momento, senza aspettare che le circostanze cambino, valorizzando ciò che abbiamo: i nostri amici, i nostri familiari, i nostri vicini, il nostro lavoro ecc... Tutto parte da dove ci troviamo ora, nel cuore di ciascuno di noi. Anche per cambiare la società e per trasformare positivamente l'ambiente in cui viviamo bisogna partire da noi stessi e dalle condizioni attuali. L'umanità ha sperimentato molti cambiamenti rivoluzionari nel corso della sua storia, ma non c'è stata alcuna trasformazione stabile nella direzione della pace e del benessere per tutti.
Ogni giorno abbiamo sotto gli occhi la crisi ambientale, che diventa sempre più grave e più urgente per il futuro. Per risolvere alla radice questo problema è fondamentale cambiare il modo di pensare e di vedere le cose di tante persone, che ancora non si accorgono che siamo proprio noi a distruggere giorno dopo giorno l'ambiente in cui viviamo. C'è sempre qualcun altro a cui possiamo dare la responsabilità di quel che accade, ma in realtà la nostra vita ci appartiene, e solo noi possiamo trasformarla, cambiando la nostra visione delle cose e partendo dalla nostra rivoluzione umana. Come esseri umani, ciò che conta è quanto riusciamo a migliorare noi stessi e quanto riusciamo a costruire la pace, per questo è indispensabile il cambiamento all'interno di ogni singolo, come leggiamo nella Rivoluzione umana: " Una grande rivoluzione nel carattere di una sola persona permetterà di realizzare un cambiamento nel destino di una nazione, e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l'umanità".
Per noi, discepoli di Nichiren Daishonin, seppur così diversi gli uni dagli altri, è importante agire in accordo con l'intento di Nichiren, in ogni momento. Ciò che conta di più è quel che facciamo, proprio come scrive il presidente Ikeda: «C'è un criterio importante per valutare un gruppo religioso, condiviso dalle persone di buon senso di tutto il mondo: valutarlo non per quello che professa, ma in base a ciò che fa. Il professor Christopher Queen ha commentato: "Il Budda rispondeva alla crisi sociale e spirituale del suo tempo con parole chiare, azioni decise, creando valore nella società. Senza una prospettiva di cambiamento sociale  la religione si allontana dalla vita della gente, andando incontro alla morte spirituale". Spesso lasciamo spazio alle lamentele, al pessimismo, alla sfiducia in noi stessi e negli altri, come se nelle nostre esistenze non brillasse mai il sole. In realtà possiamo far brillare la nostra vita e quella degli altri, diventando persone traboccanti di gioia e di speranza. Il Buddismo ci insegna che la vita è una bellissima occasione, e utilizzando "la strategia del Sutra del Loto" prima di ogni altra possiamo realizzare tutti i nostri sogni, e far sì che anche le altre persone possano vivere pienamente felici e soddisfatte.
Il nuovo rinascimento n. 376 15 Giugno 2007
criss01
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categoria : vita, pace, buddismo, felicità, buddità, daisaku ikeda
lunedì, 27 agosto 2007, ore 21:35

Le parole di Gandhi

" Vogliamo la libertà del nostro paese, ma non a costo di sacrificare o sfruttare gli altri, né in modo da degradare altri paesi. Non voglio la libertà dell’India, se essa deve significare l’estinzione dell’Inghilterra o la scomparsa degl’inglesi. Voglio la libertà del mio paese affinché altri paesi possano imparare qualcosa dal mio libero paese, affinché le risorse del mio paese possano essere utilizzate a vantaggio dell’umanità". 

(M.K. Gandhi, Antiche come le montagne, Mondadori, pag. 164).

criss01
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categoria : pace, gandhi, frasi celebri
domenica, 26 agosto 2007, ore 20:45

Non so se è stato il caldo di oggi...ma la mia Rita è sfinita!!!

Sono due ore che dorme in questa posizione...ora le dò una scrollatina!!!

criss01
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categoria : animali, gatti
sabato, 25 agosto 2007, ore 21:16

Genitori e Figli ( Parte Seconda)

Riflessioni tratte dal libro di Daisaku Ikeda: " I tesori del fututo, Sogni e speranze per le gemme del domani"

Consigli per i Genitori

Quando entrambi i genitori sono molto impegnati, devono sviluppare saggezza per ingegniarsi a comunicare nel migliore dei modi. Praticare il buddismo non vuol dire dievntare speciali. Vuol dire impegnarsi a essere un eccellente membro della società e vivere sinceramente come un buon padre e un buon marito, o una buona madre e una buona moglie. Se trascuriamo la realtà quotidiana della nostra casa e della nostra famiglia, per quanto possiamo parlare di nobili ideali ed esporre profonde teorie, le nostre parole non avranno alcun potere. E' importante che entrambi i genitori si sforzino di comprendersi reciprocamente. Per questa ragione, la premura e la considerazione reciproca dei genitori nella vita quotidiana, benchè possano sembrare insignificanti, sono invece indispensabili.

Spesso le madri sono troppo impegnate. In realtà, per una madre, per quanto si sforzi, può essere difficile restare sempre calma. Per questa ragione, le persone che la circondano, compreso il marito, devono sostenerla incondizionatamente, facendo del proprio meglio per rasserenarla. Chi la sostiene in questo modo sta assicurando la crescita sana dei suoi figli e, in definitiva, il loro brillante futuro. Le madri devono essere consapevoli che anche se non hanno molto tempo possono sviluppare la saggezza per costruire un rapporto sincero, profondo e forte con i propri figli.

I bambini vogliono sempre l'attenzione della propria madre, anche se sono consapevoli che lei è impegnata. Avere vicino qualcuno che crede sempre in loro è il miglior incoraggiamento che possono ricevere; ciò accresce la loro forza interiore. E' vitale che la madre si prenda cura dei figli con calore e magnanimità.

La quantità di tempo che trascorrete con i vostri figli non determina la profondità della relazione con loro. Anche se trascorrete molto tempo con i vostri figli, se tutto ciò che fate è guardare la televisione assieme a loro, o se li viziate eccesivamente, essi finiranno per avere un carattere debole, e dipenderanno sempre dagli altri. Se le vostre azioni sono sincere, riuscirete senza dubbio a manifestare la vostra saggezza innata.

Tutte le volte che uscite, è importantissimo spiegare a vostro figlio dove state andando e quando sarete di ritorno. Se vostro figlio non è a casa, lasciategli un messaggio scritto, e fate in modo che all'occorrenza vi possa rintracciare telefonicamnete e che sappia dove trovare in casa tutto ciò di cui può avere bisogno durante la vostra assenza. Quando rientrate in casa avvertitelo che  siete tornati. Se è già addormentato, bisbigliategli  all'orecchio qualcosa del tipo. " Grazie di essere a casa" o " Grazie a te, anche oggi ho potuto fare del mio meglio". Non dovete sentirvi inadeguati perchè non potete essere a casa spesso. Voi vi state sforzando per il bene dei vostri figli e della vostra famiglia. Sarebbe stupido paragonare la situazione della vostra famioglia con quella di altre famiglie e pensare che dobbiate comportarvi allo stesso modo. Non c'è bisogno di paragonarvi ad altri: non ci sono due famiglie uguali. Se vi paragonate agli altri, potreste essere tentati di darvi delle arie o di cercare di salvare le apparenze, finendo per costruire delle illusioni o vivere solo sulla base di formalità.

L'educazione dei figli deve essere  centrata sulla creazione di valore. D'altra parte, i bambini si sentono inibiti quando hanno sempre dattorno i genitori. La loro assenza può creare degli spazi in cui i bambini possono espandere la loro mente. Se i genitori stanno sempre con loro, i bambini si sentiranno continualemtne sotto controllo e finiranno per avvertire un senso di opppressione e sentirsi a disagio. Per i bambini stare sempre assieme ai genitori non è necesasariamente la cosa migliore. Come genitori, è naturale che vogliamo aiutare i nostri figli in ogni cosa, tuttavia, in questo modo rischiamo di privarli delle occasioni per sviluppare la loro autostima.

Jean Jacques Rousseau scrisse: " Le persone educate meglio sono quelle che riescono a sopportare gli alti e i bassi della vita. Perciò la vera educazione stà più nella pratica che nei precetti". L'allenamento alla vita e lo sviluppo dell'autodisciplina sono più importanti degli studi scolastici. Perciò è vitale mettere in grado i bambini di sviluppare la propria forza interiore, così che possano affronatre a testa alta le onde impetuose e i gelidi venti della vita.

Avere un mucchio di tempo libero non è una condizione necessaria per allevare i figli con successo. Anche se avete molto tempo libero, se non siete concentrati su di loro non riuscirete a toccare il loro cuore. Quando non si ha abbastanza tempo si tende a lamentarsi, ma con questo atteggiamento mentale perderete la vostra concentrrazione e verrete sopraffatti dai sentimenti negativi. Non riuscirete a gustare i momentio di gioia, per quanto vi sforziate di fare del vostro meglio. D'altra parte, se sviluppate un atteggiamento bendisposto e vi comportate con entusiasmo, la vostra vità sarà motivata positivamente. Vivere con un senso di gioia e felicità rende tutto molto più scorrevole. Si potrebbe dire che la gioia è il " lubrificante" del cuore, mentre la negatività lo fa "arrugginire", il che, fuor di metafora, vuol dire che la nostra vita diventa deprimente e priva di energia, impedendovi di raggiungere ciò che sarete in gardo di ottenere. QUEL CHE CONTA MAGGIORMENTE E' IL CUORE; NON QUANTO TEMPO AVETE.

E' importante impegnarsi in ogni cosa con gioia e vigore. Se i genitori si comportano in questo modo, i figli impareranno da loro. La tendenza degli esseri umani è cercare di sfuggire alle difficoltà e desiderare situazioni facili e pacifiche. Ma la felicitrà non può essere trovata all'esterno, può essere trovata solo dentro di noi. Il modo di vivere corretto consiste nel trasformare l'ambiente in cui ci troviamo proprio ora in un paradiso supremo. In realtà, è proprio quando siamo pieni di impegni che la nostra vita è soddisfatta, è quando stiamo lottando sinceramente per risolvere i nostri problemi che ci sentiamo vivi e pieni di energia. Potersi impegnare per raggiungere uno scopo è di per sè felicità.

 

 

criss01
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categoria : bambini, vita, genitori, figli, buddismo, felicità, daisaku ikeda
venerdì, 24 agosto 2007, ore 21:47

Genitori e Figli ( Parte Prima)

Riflessioni tratte dal libro di Daisaku Ikeda: " I tesori del fututo, Sogni e speranze per le gemme del domani"

Se i figli dovessero obbedire a tutto ciò che dicono i genitori, diventerebbero degli automi e in seguito non riuscirebbero a inserirsi attivamente nella società. Il desiderio dei genitori di plasmare i figli in base ad una propria immagine ideale è estremamente egoistico. La realtà è che le cose non andranno come i genitori desiderano.

Ci sono delle ragioni per cui i bambini piagnucolano, disobbediscono e fanno i capricci. I bambini spesso sono incapaci di articolare i loro sentimenti e perciò cercano uno sfogo per le loro emozioni represse. Dobbiamo cercare di capire il cuore e la mante dei bambini chiedentoci: " Cosa vogliono? Cosa stanno cercando di comunicarci?"

E' importante credere nel loro potenziale in qualunque circostanza, l'educazione in famiglia parte dalla fiducia dei genitori nei loro figli. Se ci lasciamo intrappolare da preoccupazioni superficiali come la nostra reputazione, saremo sempre insicuri, non avremo alcun fondamento e verremo costantemente sviati dai fenomeni esterni.

E' impossibile che genitori e figli si comprendano totalmente. Non solo appartengono infatti a due diverse generazioni, ma i figli stanno crescendo e cambiano di giorno in giorno. I genitori talvolta si lamentano: " Una volta mio figlio, non era così". Reazioni del genere indicano soltanto che i genitori non sono riusciti a vedere i cambiamenti nei loro figli. I genitori devono per prima cosa riconoscere le differenze tra loro e i bambioni. Con questa consapevolezza come punto di partenza, possono sviluppare la comprensione reciproca.

Tra genitori e figli è importantre esprimere i propri sentimenti reciproci. Ricordarsi di dire "Grazie" o " Mi dispiace" può sembrare una piccola cosa, ma nel tempo porterà risultati significativi. Le cose apparentemente piccole sono in realtà questioni di grande importanza. E' importantre anche non imporre ai figli le nostre opinioni. Con i bambini dobbiamo parlare e agire sulla base di una sincera considerazione per la loro situazione e i loro sentimenti.

La responsabilità dei geniotori è di condividere i problemi dei figli nel momento del bisogno e di cercare insieme a loro una soluzione. E' importante che i genitori pensino ed agiscano in questo modo quotidianamente, così che i figli possano imparare a vivere correttamente.

I bimbi non devono essere dei santi. I genitori devono apprezzare il modo in cui i bambini vivono la loro vita. I genitori sono solo un mezzo per la crescita e lo sviluppo dei figli. I figli non sono proprietà dei genitori. E' un illusione per i genitori credere che i figli diventeranno come loro. I figli si stanno ancora sviluppando. In un certo senso è naturare che una volta ogni tanto si azzuffino e riportino qualche graffio. Le cose raramente vanno come sperano i genitori. Se i genitori si ricordano della loro infanzia, possono essere più empatici con i loro figli.

Il cuore e la mente de bambini sono spesso molto più sviluppati di quanto un adulto possa immaginare. Per esempio i bambini, specialmente quando sono piccoli, hanno una grande capacità di assorbimento e arricchiscono continuamente la loro mente espandendo il proprio potenziale. Gli adulti devono accettare e trattatre ogni bambino come una persona. Quando i bambini scoprono qualcosa di nuovo, è importante che i genitori rispondano alla loro eccitazione condividendono i loro sentimenti, invece di ignorarli.

Tutti bambini sone differenti. Se i genitori sono eccessivamente apprensivi riguardo alla crescita dei figli e passano da un momento all'altro dall'euforia allo scoraggiamento, la loro insicurezza contagerà i bambini originando un circolo vizioso. E' importante che i genitori rimangano calmi senza farsi sviare dagli inevitabili alti e bassi. I bambini possono crescere liberamente quando i genitori hanno un cuore grande e ricco. I genitori non devono essere inpazienti, senza diventare impazienti, dobbiamo camminare insieme ai bambini.

Dobbiamo rispettare ogni bambini come una persona ed averne cura. Chi educa dei figli viene allo stesso tempo educato da loro.

A secondo di come parlate con i vostri figli, essi si sentiranno incoraggiati o scoraggaiti. Se ogni volta che siete con loro non fate che dirgli di studiare, saranno costantemente sulla difensiva. Se vi scagliate contro di loro trascinati dalla vostra emotività, senza ascoltare cosa hanno da dire, li farete solo sentire avviliti e appesantirete il loro cuore. Fa una grande differenza se restate calmi per tutto il tempo necessario ad ascoltarli prima di fare qualunque commento. Il modo in cui interagite con loro riflette la vostra saldezza interiore.

La cosa più importante è preoccuparvi veramente del benessere dei vostri figli ed in ogni caso, è necessario che nell'interazione con i vostri figli rispettiate ognuno di loro come individuo. Non otterete nulla se avrete un atteggiamente sprezzante, e pensate che tanto non capiranno ciò di cui state parlando e che non è necessario star dietro alle loro faccende, che a voi sembrano insignificanti.

Credo che la cosa nmigliore che i genitori possono fare è accettare con amore i loro figli per come sono, senza essere eccessivamente ansiosi al riguardo. Inolte, è importante insegnare ai bambini a mettersi nei panni degli altri. Se i bambini sviluppano un cuore magnanimo, sarnno ciorcondati da molti amici.

criss01
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categoria : bambini, vita, genitori, figli, buddismo, daisaku ikeda