Non importa quanto cambino i tempi o quanto sia progredita una civiltà, in fin dei conti tutto dipende dal carattere delle persone. Le decisioni degli esseri umani determinano il loro destino e quello del resto del mondo.
Daisaku Ikeda La nuova rivoluzione umana, vol. 7
Della nonviolenza si puo' dare una definizione molto semplice:
essa e' la scelta di un modo di pensare e di agire che non sia oppressione o distruzione di qualsiasi essere vivente, e particolarmente di esseri umani.
Perche' questa scelta?
Per amore: ecco, vediamo subito che si tratta di una cosa positiva, appassionata. Ma e' l'amore che non si ferma a due, tre esseri, dieci, mille (i propri genitori, i figli, il cane di casa, i concittadini, ecc.); e' amore aperto, cioe' pronto ad amare altri e nuovi esseri, o ad amare meglio e piu' profondamente gli esseri gia' conosciuti. E
qui si capisce uno dei caratteri essenziali della nonviolenza bene intesa: essa non e' mai perfetta e non finisce mai, appunto perche' e' una cosa dell'anima; e' un valore, e' come la musica, la poesia, e si puo' sempre fare nuova musica, nuova poesia; e la vecchia musica, la vecchia poesia, possono essere vissute piu' profondamente.
Bisogna compiere atti particolari di nonviolenza, in situazioni concrete. La nonviolenza e', dunque, dire un tu ad un essere concreto e individuato; e' avere
interessamento, attenzione, rispetto, affetto per lui; e' avere gioia che esso esista, che sia nato.
Con la nonviolenza, dunque, s'impara concretamente che i modi di manifestarsi attuali della realta' (tra cui la separazione, il dolore, la morte) non sono permanenti, ma possono trasformarsi in meglio; e' una prova che vale la pena di tentare, e percio' la nonviolenza e' appello al mondo per una grande mobilitazione dell'unita' amore, con la fede nella trasformazione della realta' stessa.
E' percio' un errore credere che la nonviolenza si collochi nel mondo lasciandolo com'e'; piu' si pensa alla nonviolenza e si cerca di attuarla, piu' si vede che essa ha un dinamismo tale che non puo' accettare il mondo com'e', ma essa porta tutto verso una trasformazione: l'umanita', la societa', la realta'.
La nonviolenza e' lotta (contro se stessi, le proprie tendenze, i propri sogni di quiete), e' dramma tormentoso, e' spinta a scegliere cio' a cui uno tiene di piu'.
Questi pensieri sono il riassunto di un lungo articolo apparso nel lontano 1962 nella rivista La non violenza...se vi va di leggerlo tutto cliccate QUI
«L’autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. Una rivoluzione finalizzata semplicemente a trasformare le politiche e le istituzioni per migliorare le condizioni materiali ha poche probabilità di successo. Senza una rivoluzione dello spirito, le forze che hanno prodotto le iniquità del vecchio ordine continuerebbero a operare, rappresentando una minaccia costante al processo di riforma e rigenerazione. Non basta limitarsi a invocare libertà, democrazia e diritti umani. Deve esistere la determinazione compatta di perseverare nella lotta, di sopportare sacrifici in nome di verità imperiture, per resistere alle influenze corruttrici del desiderio, della malevolenza, dell’ignoranza e della paura»
Fonte: Libera dalla paura, Sperling & Kupfer, Milano 1998
"Prevarremo perché la nostra causa è giusta, perché la nostra causa è fondata. ... La Storia è dalla nostra parte. Il Tempo è dalla nostra parte"
Aung San Suu Kyi
i suoi sostenitori la chiamano la donna del destino. Premio Nobel per la pace nel 1991, usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano.
Un mio caro amico alcuni anni fà, nel mio diario scolastico mi scrisse questa poesia...
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
Le parole di Gino Strada, Emergency
Gli esseri umani, non qualche loro nome o aggettivo, ma quegli organismi, quei soggetti fisici che conosciamo e dei quali abbiamo cura, sono strumenti subordinati e funzionali a qualcos’altro, sono mezzi e non fini, cambia il senso della nostra attività. Con il significato del nostro agire, cambierebbe la ragione della nostra presenza, la nostra collocazione tra i nostri simili. Non si tratta di mantenere una posizione socialmente di qualche prestigio. Si tratta di corrispondere alle aspettative di chi si rivolge e si affida a noi; alle aspettative, ai progetti e, perché no, ai sogni che hanno ispirato le nostre scelte quando abbiamo deciso il contenuto da dare alla nostra esistenza.
Credo che per un medico sia impensabile l’esistenza di un’attività umana tesa a distruggere la vita dei suoi simili. E la guerra, per quanto si addobbi di cause e scopi che si presentano in altre forme, consiste essenzialmente in questo. Essere contro la malattia, contro la sofferenza, contro la morte è essere contro la guerra. Immersi, come di necessità siamo, nelle circostanze, nell’ambiente e nel tempo che ci sono toccati, l’essere medici ci assegna il compito di essere uomini di pace. Non può trattarsi, credo, solo di una proposta o di un invito. A me pare piuttosto la constatazione di una necessità: il medico non è uomo di pace per scelta, ma per definizione.
Fonte: Zadig
La nascita di Emergency, organizzazione umanitaria senza fini di lucro, risale al 1994 per opera di Gino Strada e di altri medici, infermieri e tecnici sanitari con esperienza in zone di guerra. Gli scopi perseguiti sono fornire assistenza sanitaria durante i conflitti, addestrare personale locale e diffondere una cultura di pace.
L’aiuto di Emergency finora è arrivato in Ruanda, nel Kurdistan iracheno, in Cambogia, in Afghanistan e in Sierra Leone. I fondi per le attivtà provengono per lo più da donazioni spontanee, oltre a finanziamenti parziali da organismi internazionali per alcuni progetti.
Fonte: Zading