lunedì, 29 ottobre 2007, ore 15:03

Oggi voglio raccontarvi un fatto incredibile...per me è un periodo duro, da Sabato qui da me c'è l'EXPO autunnale e mi ritrovo a lavorare in pratica 24 ore su 24 compresi i festivi....oggi pomeriggio ho una piccolissima pausa che pagherò oro!!!!!!!

Alcuni giorni fa una ragazza ha fatto un commento sul mio blog, ci siamo sentite anche attraverso messaggi e siccome abitiamo abbastanza vicine ci siamo fatte la promessa che ci saremmo incontrate....ieri all'expo decido di farmi una sudata pausa sigaretta...esco nella "zona fumatori" e sento una ragazza parlare...non ho l'abitudine di ascoltare le altre persone non per mancanza di curiosità ma per pigrizia e soprattutto per paura di sentire discorsi del tipo " L'autunno non è più quello di una volta"...va bè....tornando al racconto....sento questa ragazza che dice "buddismo"...mi blocco e il mio cervello senza la mia autorizzazione fa partire la mia voce... mi sento chiederle " Ma sei Buddista?".....lei mi guarda un po' stranita e mi dice " Si, perchè anche tu?'"..." Si, si..", rispondo io....e poi il mio cervello nuovamente mi frega e la mia voce dice" Ma sei Eleonora?"...lei risponde " Si.." ed io ...allibita dico " sono Cristina!"...ed ecco che tra gli sguardi preoccupati della mia collega e della madre di Eleonara ...i nostri corpi si sono fusi in un abbraccio......Chi è Eleonora???  E' la ragazza che mi ha lasciato il commento qualche giorno fa....incredibile vero!!! .....ok, ok...alcuni mi diranno....abitate vicine...ok..ok...ma è strano ugualmente...la vita ci regala sempre delle sorprese, e questa per me è stata una sorpresa grandissima. Grazie Vita per le emozioni che mi fai provare!!!!!!

criss01
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categoria : vita, amicizia, buddismo
sabato, 27 ottobre 2007, ore 23:04

Fare tutto ciò che posso
è normale.

Fare al di là delle mie
capacità è una sfida.

Dove finiscono le mie capacità
inizia la mia fede.

Una forte fede
Vede l'invisibile
Crede l'incredibile
Riceve l'impossibile

Daisaku Ikeda

PS: Per sapere cosa intendo io per fede cliccate qui

 

criss01
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categoria : poesia, frasi celebri, buddismo, daisaku ikeda
venerdì, 14 settembre 2007, ore 16:02

Spesso mi capita di incontrare persone che non credono nel proprio potenziale interno. Credono che solo gli altri possano raggiungere determiati obbiettivi o determinati gradi di saggezza e spiritualità. A tutte queste persone voglio raccontare uno spiraglio della vira di M. Gandhi, grande uomo politico e leader spirituale indiano. Da ragazzo Gandhi era di una timidezza disarmante, incapace di dormire al buio, tormentato dalla paura di ladri, fantasmi e serpenti. Era molto introverso e aveva sempre il timore di essere deriso. Lottò molti anni contro questo problema. Fin dalla gioventù egli mostrò di avere un forte senso della giustizia e avversione per tutto quanto di subdolo e immorale lo circondava. Una volta, durante il primo anno di scuola superiore, un ispettore capitò nella sua classe e chiese agli studenti di scrivere la parola "bollitore" per verificare l'ortografia e Gandhi la sbagliò. L'insegnante, accortosi dell'errore, gli fece cenno di copiare dal vicino di banco, ma questa idea era talmente estranea al giovane Gandhi che finì per essere l'unico a sbagliare in tutta la classe. Anche dopo avere superato l'esame da avvocato continuava ad essere timidissimo. Quando patrocinò il suo primo caso in tribunale e giunse il momento di controinterrogare un teste, divenne così nervoso e confuso da dimenticarsi tutto quello che aveva da dire e abbandonò l'aula.
La svolta avvenne quando Gandhi era in SudAfrica, dove i residenti indiani subivano gravi discriminazioni. Mentre viaggiava in treno in un vagone di prima classe, un uomo bianco si rivolse al controllore perchè facesse spostare il giovane nel vagone merci. Gandhi non si spostò di un centimentro è così il controllore fu costretto a chiamare un polizziotto che, con forza, lo cacciò dal treno. Nella sala di attesa della stazione Gandhi trascorse una notte al freddo e al buio. Rimase sveglio tutta la notte riflettendo se fosse meglio tornare in India o affrontare le difficoltà derivanti da una ferma presa visione per i diritti umani in SudAfrica. Arrivò alla conclusione che sarebbe stato da vigliacchi cedere alle proprie paure e ignorare coloro che subivano la discriminazione razziale.
Da quel momento in poi, grazie alla volontà di salvare le persone dall'ingiustizia, Gandhi affrontò e vinse la sua natura timida.
Dopo una battaglia durata ben venti anni, gli indiani del SudAfrica conquistarono leggi più giuste. Ed è ben noto che Gandhi, tornato in India, grazie al suo movimento non violento di dissobbedienza civile, portò il suo paese all'indipendenza. Coerente con le sue condizioni, Gandhi dimostrò che tutti possono diventare ciò che vogliono basandosi SULLA FORZA DELLA DETERMINAZIONE.
Tutti i fiumi, malgrado le proprie differenze, scorrono senza sosta verso il mare. Se anche noi continuiamo a sforzarci costantemente, raggiungeremo il grande oceano della felicità per noi stessi e perr gli altri. L'importante è credere che sia possibile realizzare veramente tutto quello che desideriamo: saremo proprio noi i più sorpresi nello scoprire quante cose meravigliose possiamo vivere! Tutti noi possediamo un illimitato potenziale, l'importante è crederci, ora e nonostante tutto. 
Io mi ritengo molto fortunata perchè da 5 anni pratico il Buddismo di Nichiren Daishonin e quindi posso recitare daimoku davanti al Gohonzon. Sono convinta però che anche quelli che non praticano il buddismo possono vivere bene e avere tante gratificazioni se hanno uno scopo nella vita e perseguono un grande obbiettivo che racchiude in sè i valori di bellezza, guadagno spirituale e bene. La storia di Gandhi ne è uno splendido esempio!

Una curiosità però....Gandhi non era buddista ma recitava Nam myoho renge Kyo considerandolo uno dei mantra più potenti.

Riferimenti a questo post: " I protagonisti del XXI secolo dialogo con i giovani" di Daisaku Ikeda.

criss01
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categoria : vita, pace, gandhi, buddismo, società, felicità
venerdì, 07 settembre 2007, ore 17:52

Dobbiamo liberarci dalle catene di tempo  e spazio, dalle catene dei desideri terreni e delle sofferenze di nascita e di morte che ci tengono confinati nella " terra della realtà", e raggiungere il "cielo " elevato dell'illuminazione da dove possiamo osservare serenamente tutte le cose. Da quelle altezze possiamo vedere tutte le nostre sofferenze, i nostri problemi e le nostre emozioni come eventi transitori in un mondo minuscolo simile a un'isoletta nell'oceano. Nichiren Daishonin scrive: " Soffri per quel che c'è da soffrire e gioisci per quello che c'è da gioiere. Considera entrambe, sofferenza e gioia, come fatti della vita e continua a recitare Nam myoho renge Kyo qualunque cosa accada: in questo modo sperimenterai una gioia illimitata derivante dalla legge.

criss01
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categoria : buddismo, nam myoho renge kyo, nichiren daishonin, sutra del loto
venerdì, 07 settembre 2007, ore 16:52

Scritta da Daisaku Ikeda nel 1974

Oggi decido nuovamente di consacrare la mia vita a Kosen-rufu
di essere forte al punto che nulla possa alterare la pace del mio spirito.
Di trasmettere salute, gioia e speranza a ogni persona che incontro
Di far sentire ai miei amici che c'è qualcosa di buono e di magnifico in loro
Di vedere il lato positivo di ogni cosa e di essere ottimista nella vita
Di pensare solo nel migliore dei modi e di sforzarmi di agire raggiungendo solo il meglio
di essere altrettanto felice del successo degli altri quanto lo sarei del mio
di non diementicare nessun errore del passato e di avanzare
risolutamente per ottenere risultati migliori nel futuro
di dedicare talmente tanto tempo a migliorarmi che non me ne resti
più per criticare gli altri.
Di essere troppo forte per la paura, troppo nobile per la collera,
troppo felice per l'inquietudine
di approfondire ogni giorno la mia fede affinchè il Gohonzon mi
indichi il cammino nella mia vita.

criss01
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categoria : poesia, buddismo, daisaku ikeda
domenica, 02 settembre 2007, ore 20:47

Di Gianna Mazzini

Io sono come mi comporto.
Non "come vorrei essere" ma come penso, parlo e agisco.
Io sono il risultato dei miei pensieri. Sono la verità che esprimono le mie parole. Sono la somma dei miei gesti, di tutti i miei gesti, giorno dopo giorno.
È una fortuna essere nati come esseri umani.
Ecco: non approfittare di questo immenso onore è la perdita più grande.
Vivere può essere una cosa bellissima. Vivere, e farsi sorprendere: ogni giorno come fosse il primo.
La vita ne contiene tanti di giorni. Ogni giorno contiene centinaia di migliaia di istanti. E in ognuno di questi istanti posso dire sì o no alla vita. Dire sì al fatto che a ogni causa corrisponde un effetto, sì all'idea di usarla per creare valore, sì a cambiare e sentire gli altri nel mio orizzonte di vita. Oppure dire no. Dire no all'idea che la vita è eterna. No, e scegliere i pensieri più bassi, le parole meno rispettose, le azioni più violente.
No perché si può essere buddisti e comportarsi come se non lo fossimo.
Il presidente Ikeda dice che ci troviamo di fronte a un bivio.
" O crediamo che la natura di Budda esista in ogni persona e costruiamo una civiltà della nonviolenza, oppure lasciamo che l'oscurità e l'ignoranza nostra e altrui ci ottenebrino e scegliamo la violenza della barbarie.  Io sono convinto che la strada per contribuire alla pace su scala mondiale sia seguire il Buddismo del comportamento da essere umano" .
LA FEDE, NEL BUDDISMO STA NEL COMPORTAMENTO. E non solo il comportamento di fronte alle difficoltà. Ma anche quello nella vita di tutti i giorni. Quando tutto scorre e non ci sono problemi incombenti o questioni difficili che stringono il cuore e lo fanno piccolissimo. Perché la prima cosa che abbiamo imparato è che il Buddismo insegna a trasformare gli ostacoli in opportunità, a trasformare le sofferenze in gioia, e tutto quello che non va diventa un'occasione per vincere. Insegna che le difficoltà sono il motore di ogni cambiamento. E l'attitudine alla lotta, a un atteggiamento attivo di fronte alla sofferenza, è espressione vitale della nostra fede.
Ma quando la vita scorre tranquilla? Cosa vuol dire vivere da Budda?
Nel mondo in cui viviamo sembra prevalere la logica del profitto a ogni costo, la logica che dice che vince il più forte, il più furbo, e guai a essere buoni. Tolleranti, pazienti, educati. Rispettosi.
" La forza di rimanere saldi in mezzo a questa furiosa corrente dei tempi risiede in una fede incrollabile nella natura di Budda, nostra e degli altri, unita ad azioni per mettere concretamente in pratica questa convinzione e dimostrare rispetto per la vita di tutte le persone. Questo perché l'impulso irresistibile che conduce al conflitto sorge dall'ignoranza. Nel Buddismo ignoranza significa mancanza di consapevolezza o di fede nel fatto che le persone posseggono la natura di Budda".
«Quello è antipatico». «Quella si comporta così». Si dice in quelle circostanze. Come fossero giustificazioni.
Ma l'espressione più alta della fede sta nel comportamento.
Il pensiero centrale del Sutra del Loto è il rispetto per ogni forma di vita. L'asse centrale della pratica buddista, dunque, dovrebbe essere comportarsi di conseguenza.
Il rispetto della natura di Budda degli altri si manifesta anche attraverso cose piccole, come non parlare o non pensare male degli altri. Di ogni fatto, di ogni situazione, di ogni persona si può pensare e dire bene o male. Ecco: il Budda è chi sceglie sempre il pensiero migliore. La parola più incoraggiante. L'azione più compassionevole.
Il Budda quotidiano fa l'esercizio continuo di scegliere il bene.
Scegliere bontà d'animo, pazienza, tolleranza e rispetto non vuol dire essere tonti. Ma sentire profondamente il funzionamento della vita.
Se parlo male di qualcuno apparentemente è lui o lei che voglio colpire ma quelle parole, nella realtà profonda, SONO MIE. Lui o lei me le tirano fuori, ma sono mie. Se non abitassero dentro di me non riuscirei nemmeno a pensarle, a dirle, a trovarle. Se non fossero mie non incontrerei nessuno che le rappresenta.
Ma con quei pezzi di male che scopro dentro di me che ci faccio?
Non si tratta soltanto di evitare il male, di non essere violenti nei pensieri, con le parole o coi gesti. Ci vuole l'intenzione di trasformare quel buio in una zona di luce. Si tratta di diventare incisivamente attivi: facendo vivere la nostra natura illuminata possiamo risvegliarla negli altri.
Lodare. Scegliere il bene negli altri significa cercarlo dentro di me. Anche questo è "comportamento". Anche questa è un'espressione della fede.
Bontà d'animo, pazienza, tolleranza e rispetto sono poco senza la convinzione assoluta di essere un Budda e che la natura di Budda sta in tutti quelli che mi circondano.
I sentimenti buoni non bastano a cambiare il mondo se non sono accompagnati dalla convinzione profonda del proprio valore come esseri umani e della propria missione nell'essere nati, proprio ora, proprio qui, proprio così come siamo.
È uno stato d'animo forte, attivo: trasformare tutto in valore. Dentro un cuore che sa, che ha scelto di comportarsi come un Budda. E di dedicare la sua vita agli altri. E di lottare con il desiderio della felicità di tutti.
Noi abbiamo la capacità di cambiare le cose, questo ci ha insegnato Nichiren. Non solo nelle circostanze estreme, quelle drammatiche che ci impongono una soluzione ma anche e soprattutto nelle centinaia di migliaia di momenti di vita qualunque. Mentre camminiamo, viviamo e costruiamo quel che verrà.
Buddismo e società
criss01
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categoria : vita, buddismo, felicità, buddità, nichiren daishonin, daisaku ikeda, buddismo e società
lunedì, 27 agosto 2007, ore 21:45

Quel che facciamo è ciò che conta di più
di Tamotsu Nakajima

Nel suo editoriale di maggio, il presidente Ikeda afferma: " Dal momento che siamo nati come esseri umani, dovremmo fare del nostro meglio per rendere il mondo anche solo un poco migliore di come l'abbiamo trovato. Questa è la chiave per una vera realizzazione, concluse Toynbee, l'eminente studioso che aveva esplorato l'immenso panorama della storia dell'umanità. Ecco perché era così colpito dal nostro movimento popolare che si dedica alla trasformazione positiva della società basandosi sui purissimi insegnamenti del Buddismo mahayana, considerandola una conquista spirituale di portata storica". Ogni persona desidera migliorare la propria vita e creare delle condizioni in cui tutti possano vivere meglio, per questo sentiamo una profonda soddisfazione quando ci impegniamo per rendere migliore la società in cui viviamo. A volte si pensa che le cose possano cambiare dall'esterno, oppure ricerchiamo la "buona fortuna" al di fuori di noi, ma la realtà è diversa, bisogna scavare "sotto i nostri piedi", nella situazione che stiamo vivendo ora, qui dove siamo, senza aspettare un altro momento, senza aspettare che le circostanze cambino, valorizzando ciò che abbiamo: i nostri amici, i nostri familiari, i nostri vicini, il nostro lavoro ecc... Tutto parte da dove ci troviamo ora, nel cuore di ciascuno di noi. Anche per cambiare la società e per trasformare positivamente l'ambiente in cui viviamo bisogna partire da noi stessi e dalle condizioni attuali. L'umanità ha sperimentato molti cambiamenti rivoluzionari nel corso della sua storia, ma non c'è stata alcuna trasformazione stabile nella direzione della pace e del benessere per tutti.
Ogni giorno abbiamo sotto gli occhi la crisi ambientale, che diventa sempre più grave e più urgente per il futuro. Per risolvere alla radice questo problema è fondamentale cambiare il modo di pensare e di vedere le cose di tante persone, che ancora non si accorgono che siamo proprio noi a distruggere giorno dopo giorno l'ambiente in cui viviamo. C'è sempre qualcun altro a cui possiamo dare la responsabilità di quel che accade, ma in realtà la nostra vita ci appartiene, e solo noi possiamo trasformarla, cambiando la nostra visione delle cose e partendo dalla nostra rivoluzione umana. Come esseri umani, ciò che conta è quanto riusciamo a migliorare noi stessi e quanto riusciamo a costruire la pace, per questo è indispensabile il cambiamento all'interno di ogni singolo, come leggiamo nella Rivoluzione umana: " Una grande rivoluzione nel carattere di una sola persona permetterà di realizzare un cambiamento nel destino di una nazione, e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l'umanità".
Per noi, discepoli di Nichiren Daishonin, seppur così diversi gli uni dagli altri, è importante agire in accordo con l'intento di Nichiren, in ogni momento. Ciò che conta di più è quel che facciamo, proprio come scrive il presidente Ikeda: «C'è un criterio importante per valutare un gruppo religioso, condiviso dalle persone di buon senso di tutto il mondo: valutarlo non per quello che professa, ma in base a ciò che fa. Il professor Christopher Queen ha commentato: "Il Budda rispondeva alla crisi sociale e spirituale del suo tempo con parole chiare, azioni decise, creando valore nella società. Senza una prospettiva di cambiamento sociale  la religione si allontana dalla vita della gente, andando incontro alla morte spirituale". Spesso lasciamo spazio alle lamentele, al pessimismo, alla sfiducia in noi stessi e negli altri, come se nelle nostre esistenze non brillasse mai il sole. In realtà possiamo far brillare la nostra vita e quella degli altri, diventando persone traboccanti di gioia e di speranza. Il Buddismo ci insegna che la vita è una bellissima occasione, e utilizzando "la strategia del Sutra del Loto" prima di ogni altra possiamo realizzare tutti i nostri sogni, e far sì che anche le altre persone possano vivere pienamente felici e soddisfatte.
Il nuovo rinascimento n. 376 15 Giugno 2007
criss01
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categoria : vita, pace, buddismo, felicità, buddità, daisaku ikeda
sabato, 25 agosto 2007, ore 21:16

Genitori e Figli ( Parte Seconda)

Riflessioni tratte dal libro di Daisaku Ikeda: " I tesori del fututo, Sogni e speranze per le gemme del domani"

Consigli per i Genitori

Quando entrambi i genitori sono molto impegnati, devono sviluppare saggezza per ingegniarsi a comunicare nel migliore dei modi. Praticare il buddismo non vuol dire dievntare speciali. Vuol dire impegnarsi a essere un eccellente membro della società e vivere sinceramente come un buon padre e un buon marito, o una buona madre e una buona moglie. Se trascuriamo la realtà quotidiana della nostra casa e della nostra famiglia, per quanto possiamo parlare di nobili ideali ed esporre profonde teorie, le nostre parole non avranno alcun potere. E' importante che entrambi i genitori si sforzino di comprendersi reciprocamente. Per questa ragione, la premura e la considerazione reciproca dei genitori nella vita quotidiana, benchè possano sembrare insignificanti, sono invece indispensabili.

Spesso le madri sono troppo impegnate. In realtà, per una madre, per quanto si sforzi, può essere difficile restare sempre calma. Per questa ragione, le persone che la circondano, compreso il marito, devono sostenerla incondizionatamente, facendo del proprio meglio per rasserenarla. Chi la sostiene in questo modo sta assicurando la crescita sana dei suoi figli e, in definitiva, il loro brillante futuro. Le madri devono essere consapevoli che anche se non hanno molto tempo possono sviluppare la saggezza per costruire un rapporto sincero, profondo e forte con i propri figli.

I bambini vogliono sempre l'attenzione della propria madre, anche se sono consapevoli che lei è impegnata. Avere vicino qualcuno che crede sempre in loro è il miglior incoraggiamento che possono ricevere; ciò accresce la loro forza interiore. E' vitale che la madre si prenda cura dei figli con calore e magnanimità.

La quantità di tempo che trascorrete con i vostri figli non determina la profondità della relazione con loro. Anche se trascorrete molto tempo con i vostri figli, se tutto ciò che fate è guardare la televisione assieme a loro, o se li viziate eccesivamente, essi finiranno per avere un carattere debole, e dipenderanno sempre dagli altri. Se le vostre azioni sono sincere, riuscirete senza dubbio a manifestare la vostra saggezza innata.

Tutte le volte che uscite, è importantissimo spiegare a vostro figlio dove state andando e quando sarete di ritorno. Se vostro figlio non è a casa, lasciategli un messaggio scritto, e fate in modo che all'occorrenza vi possa rintracciare telefonicamnete e che sappia dove trovare in casa tutto ciò di cui può avere bisogno durante la vostra assenza. Quando rientrate in casa avvertitelo che  siete tornati. Se è già addormentato, bisbigliategli  all'orecchio qualcosa del tipo. " Grazie di essere a casa" o " Grazie a te, anche oggi ho potuto fare del mio meglio". Non dovete sentirvi inadeguati perchè non potete essere a casa spesso. Voi vi state sforzando per il bene dei vostri figli e della vostra famiglia. Sarebbe stupido paragonare la situazione della vostra famioglia con quella di altre famiglie e pensare che dobbiate comportarvi allo stesso modo. Non c'è bisogno di paragonarvi ad altri: non ci sono due famiglie uguali. Se vi paragonate agli altri, potreste essere tentati di darvi delle arie o di cercare di salvare le apparenze, finendo per costruire delle illusioni o vivere solo sulla base di formalità.

L'educazione dei figli deve essere  centrata sulla creazione di valore. D'altra parte, i bambini si sentono inibiti quando hanno sempre dattorno i genitori. La loro assenza può creare degli spazi in cui i bambini possono espandere la loro mente. Se i genitori stanno sempre con loro, i bambini si sentiranno continualemtne sotto controllo e finiranno per avvertire un senso di opppressione e sentirsi a disagio. Per i bambini stare sempre assieme ai genitori non è necesasariamente la cosa migliore. Come genitori, è naturale che vogliamo aiutare i nostri figli in ogni cosa, tuttavia, in questo modo rischiamo di privarli delle occasioni per sviluppare la loro autostima.

Jean Jacques Rousseau scrisse: " Le persone educate meglio sono quelle che riescono a sopportare gli alti e i bassi della vita. Perciò la vera educazione stà più nella pratica che nei precetti". L'allenamento alla vita e lo sviluppo dell'autodisciplina sono più importanti degli studi scolastici. Perciò è vitale mettere in grado i bambini di sviluppare la propria forza interiore, così che possano affronatre a testa alta le onde impetuose e i gelidi venti della vita.

Avere un mucchio di tempo libero non è una condizione necessaria per allevare i figli con successo. Anche se avete molto tempo libero, se non siete concentrati su di loro non riuscirete a toccare il loro cuore. Quando non si ha abbastanza tempo si tende a lamentarsi, ma con questo atteggiamento mentale perderete la vostra concentrrazione e verrete sopraffatti dai sentimenti negativi. Non riuscirete a gustare i momentio di gioia, per quanto vi sforziate di fare del vostro meglio. D'altra parte, se sviluppate un atteggiamento bendisposto e vi comportate con entusiasmo, la vostra vità sarà motivata positivamente. Vivere con un senso di gioia e felicità rende tutto molto più scorrevole. Si potrebbe dire che la gioia è il " lubrificante" del cuore, mentre la negatività lo fa "arrugginire", il che, fuor di metafora, vuol dire che la nostra vita diventa deprimente e priva di energia, impedendovi di raggiungere ciò che sarete in gardo di ottenere. QUEL CHE CONTA MAGGIORMENTE E' IL CUORE; NON QUANTO TEMPO AVETE.

E' importante impegnarsi in ogni cosa con gioia e vigore. Se i genitori si comportano in questo modo, i figli impareranno da loro. La tendenza degli esseri umani è cercare di sfuggire alle difficoltà e desiderare situazioni facili e pacifiche. Ma la felicitrà non può essere trovata all'esterno, può essere trovata solo dentro di noi. Il modo di vivere corretto consiste nel trasformare l'ambiente in cui ci troviamo proprio ora in un paradiso supremo. In realtà, è proprio quando siamo pieni di impegni che la nostra vita è soddisfatta, è quando stiamo lottando sinceramente per risolvere i nostri problemi che ci sentiamo vivi e pieni di energia. Potersi impegnare per raggiungere uno scopo è di per sè felicità.

 

 

criss01
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categoria : bambini, vita, genitori, figli, buddismo, felicità, daisaku ikeda