venerdì, 07 dicembre 2007, ore 18:46

Dalai LamaPremetto che sono Buddista ma non seguo la corrente del Dalai lama; come il cristianesimo anche il buddismo ha tantissime diramazioni. Detto cio vorrei esprimere il mio disguto per il comportamento del nostro Governo e della Chiesa sulla vista del Dalai Lama in Italia.

Il Dalai Lama è il capo spirituale di una nazione, quella tibetana, dal 1949 illegalmente occupata dalla Cina. La sua visita è scomada perchè  testimonia una pluridecennale occupazione, seguita da violenze sistematiche contro il popolo tibetano e perché, a differenza dei capi politici e religiosi di altri popoli occupati, il Dalai Lama conduce la sua lotta all'insegna della nonviolenza e persino dell'amore verso gli occupanti cinesi. Il Dalai Lama è uno scandalo, cioé la testimonianza vivente di una vergogna. La vergogna di una occupazione brutale che non ha provocato nessuna invasione, nemmeno quando la Cina non era la potenza commerciale che è oggi. Se non fosse per l'incessante e intelligente attività di testimonianza del Dalai Lama il Tibet non sapremmo nemmeno cos'è.
I
l governo di Pechino ha fatto pressioni sulle autorità italiane affinché non ricevessero lo scomodo testimone dei misfatti cinesi.
Le pressioni di Pechino si sono purtroppo rivelate efficaci, tant'è che finora solo il governatore della Lombardia, Formigoni, ha ricevuto ufficialmente il Dalai Lama, forse lo riceverà la Bonino e solo il governatore del Piemonte, Bresso, e il sindaco di Torino, Chiamparino, hanno manifestato l'intenzione di fare altrettanto.
Tutti gli altri politici, di qualunque schieramento, tanto a livello nazionale che locale, o si sono eclissati oppure hanno fatto visita al Dalai Lama di nascosto.
Come se il Dalai Lama fosse un delinquente.
La politica italiana non è mai stata ne coraggiosa ne illuminata: il peso della Cina, che minaccia ritorsioni, ha finito per spaventare i nostri politici "cuordileone" che pur di non compremettere un’Expo futura e una commessa attuale, fanno entrare dalla porta di servizio il simbolo dei diritti umani e del Tibet. Complimente a tutti. Che il business sia con voi, andate in pace.
Lo sconcerto cresce ancor di più se si pensa che anche Papa Ratzinger non riceverà il Dalai Lama. Alla faccia dell'invito spesso rivolto ai fedeli cattolici ad andare controcorrente, a sfidare il mondo in nome della verità! Ma la chiesa non dovrebbe tenersi fuori dalla politica? La chiesa dovrebbe occuparsi dell'anima della gente o dei soldi della gente?
La Santa Sede si è affretta a minimizzare: «Non c'è nessun caso diplomatico. Semplicemente l'udienza non è mai stata annunciata, in quanto non è mai stata fissata» ha detto il portavoce padre Federico Lombardi, sottolineando che «il Dalai Lama è stato ricevuto tante volte in Vaticano , l'anno scorso anche da Benedetto XVI, ma ovviamente non viene in Vaticano tutte le volte che arriva in Italia». Eppure erano state fonti vaticane riferite alla stampa a ottobre a parlare di un'udienza in programma per il 13 dicembre, quasi a onorare una tradizione ricca di incontri tra i due religiosi.
Il Dalai Lama infatti si è detto dispiaciuto
e in un'intervista, pubblicata oggi da Repubblica ha dichiarato: «Questa volta avrà avuto le sue difficoltà, non avrà tempo o avrà altri impegni. [...] Avrei desiderato vederlo, per un saluto, per rispetto, per un impegno morale». 
Evidentemente gli interessi economici fra gli Stati e la diplomazia eccclesiastica possono molto di più dell'imperativo categorico di rendere omaggio ad un popolo oppresso come quello tibetano ed al suo coraggioso e nobile capo spirituale.

E' una vergogna che ciò avvenga

criss01
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categoria : politica, vita, pace, società, dalai lama