Il simbolo del terzo millenio dovrebbe essere quello di una costellazzione, una società basata sul rispetto del valore, del pluralismo culturale. L'immagine della costellazzione è appropriata. Richiama alla mente luce di tante singole stelle: raggruppate insieme formano una meravigliosa costellazzione ma mantengono nondimeno, ognuna individualmente, una bellezza impareggiabile. Lo spendore del cielo di notte sta proprio nella combinazione della loro diversità.
UMBERTO ECO
Due mesi fa è mancata una persona a me molto cara, aveva 82 anni il suo nome era ELSA...sapendo che io amo moltissimo i libri, mi diceva sempre che quando sarebbe morta i suoi libri sarebbero stati miei...oggi pomeriggio, con mia grande sorpresa, suo figlio MASSIMO è venuto a trovarmi e con sè aveva tutti libri di ELSA ...scatoloni su scatoloni! fino ad ora ne ho aperto solo uno e aprendo il primo libro all'interno ho trovato un foglio con la seguente scritta:
La ricchezza
Sei ricco non quando riesci ad avere tante cose
ma quando riesci a fare a meno di esse.
Perchè il desiderio del possesso è un pozzo profondo
che più riempi, più diventa profondo.
Sei ricco non quando riesci ad avere tante cose
ma quando sai apprezzare quelle che hai già.
Perchè non è l'uso delle cose che può farti felice,
ma il saperle amare.
Sarai ricco
non quando avrai raggiunto la ricchezza,
ma quando avrai raggiunto
quella condizione psicologica in cui
non t'importa nulla della ricchezza.
Sarai persona di successo
non quando avrai raggiunto onori e fama,
ma quando saprai fare della tua vita
una vita felice pur senza onori ne fama.
Sarai persona di prestigio
non quando tutti ti stimeranno,
ma quando sarai riuscito ad avere la stima
della persona più importante del mondo: tu.
Non so la fonte da dove ELSA abbia preso questa "poesia"...voglio però ringraziare ELSA per avermi dato la possibilità di leggere questa verità assoluta. GRAZIE
Ode alla vita. Lentamente muore
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita'.
Poesie d’amore e di vita, 2001
Pablo Neruda
Un mio caro amico alcuni anni fà, nel mio diario scolastico mi scrisse questa poesia...
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
Spesso mi capita di incontrare persone che non credono nel proprio potenziale interno. Credono che solo gli altri possano raggiungere determiati obbiettivi o determinati gradi di saggezza e spiritualità. A tutte queste persone voglio raccontare uno spiraglio della vira di M. Gandhi, grande uomo politico e leader spirituale indiano. Da ragazzo Gandhi era di una timidezza disarmante, incapace di dormire al buio, tormentato dalla paura di ladri, fantasmi e serpenti. Era molto introverso e aveva sempre il timore di essere deriso. Lottò molti anni contro questo problema. Fin dalla gioventù egli mostrò di avere un forte senso della giustizia e avversione per tutto quanto di subdolo e immorale lo circondava. Una volta, durante il primo anno di scuola superiore, un ispettore capitò nella sua classe e chiese agli studenti di scrivere la parola "bollitore" per verificare l'ortografia e Gandhi la sbagliò. L'insegnante, accortosi dell'errore, gli fece cenno di copiare dal vicino di banco, ma questa idea era talmente estranea al giovane Gandhi che finì per essere l'unico a sbagliare in tutta la classe. Anche dopo avere superato l'esame da avvocato continuava ad essere timidissimo. Quando patrocinò il suo primo caso in tribunale e giunse il momento di controinterrogare un teste, divenne così nervoso e confuso da dimenticarsi tutto quello che aveva da dire e abbandonò l'aula.
La svolta avvenne quando Gandhi era in SudAfrica, dove i residenti indiani subivano gravi discriminazioni. Mentre viaggiava in treno in un vagone di prima classe, un uomo bianco si rivolse al controllore perchè facesse spostare il giovane nel vagone merci. Gandhi non si spostò di un centimentro è così il controllore fu costretto a chiamare un polizziotto che, con forza, lo cacciò dal treno. Nella sala di attesa della stazione Gandhi trascorse una notte al freddo e al buio. Rimase sveglio tutta la notte riflettendo se fosse meglio tornare in India o affrontare le difficoltà derivanti da una ferma presa visione per i diritti umani in SudAfrica. Arrivò alla conclusione che sarebbe stato da vigliacchi cedere alle proprie paure e ignorare coloro che subivano la discriminazione razziale.
Da quel momento in poi, grazie alla volontà di salvare le persone dall'ingiustizia, Gandhi affrontò e vinse la sua natura timida.
Dopo una battaglia durata ben venti anni, gli indiani del SudAfrica conquistarono leggi più giuste. Ed è ben noto che Gandhi, tornato in India, grazie al suo movimento non violento di dissobbedienza civile, portò il suo paese all'indipendenza. Coerente con le sue condizioni, Gandhi dimostrò che tutti possono diventare ciò che vogliono basandosi SULLA FORZA DELLA DETERMINAZIONE.
Tutti i fiumi, malgrado le proprie differenze, scorrono senza sosta verso il mare. Se anche noi continuiamo a sforzarci costantemente, raggiungeremo il grande oceano della felicità per noi stessi e perr gli altri. L'importante è credere che sia possibile realizzare veramente tutto quello che desideriamo: saremo proprio noi i più sorpresi nello scoprire quante cose meravigliose possiamo vivere! Tutti noi possediamo un illimitato potenziale, l'importante è crederci, ora e nonostante tutto.
Io mi ritengo molto fortunata perchè da 5 anni pratico il Buddismo di Nichiren Daishonin e quindi posso recitare daimoku davanti al Gohonzon. Sono convinta però che anche quelli che non praticano il buddismo possono vivere bene e avere tante gratificazioni se hanno uno scopo nella vita e perseguono un grande obbiettivo che racchiude in sè i valori di bellezza, guadagno spirituale e bene. La storia di Gandhi ne è uno splendido esempio!
Una curiosità però....Gandhi non era buddista ma recitava Nam myoho renge Kyo considerandolo uno dei mantra più potenti.
Riferimenti a questo post: " I protagonisti del XXI secolo dialogo con i giovani" di Daisaku Ikeda.
Gonxha (Agnese) Bojaxhiu, da tutti conosciuta come Madre Teresa è stata una donna piena di coraggio, di umiltà, di umanità, di pace e di forza interiore. Oggi sono 10 anni che è morta ( 5 Settembre 1997). Vorrei ricordarla con alcune delle suo frasi più celibri: parole lasciate in eredità all'umanità perchè possa prima o poi capire!!!!
Non capiremo mai abbastanza quanto bene è capace di fare un sorriso
Compresi che l'amore racchiude tutte le vocazioni, che era tutto, che abbracciava tutti ii tempi e tutti i luoghi. La mia vocazione finalmente l'ho trovata...è l'amore!!!
La fame d'amore è molto più difficile da rimuovere che la fame da pane.
Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma il loro eco è eterno.
Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno.
Dovreste conoscere ciò che vuol dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile trovare un sorriso e il sorriso è il principio dell'amore.
Perchè la lampada continui a bruciare, bisogna metterci dell'olio