La legge per definizione, non può obbedire alle stesse regole della natura. Se l'assassinio è nella natura umana, la legge non è fatta per imitare o riprodurre questa natura. E' fatta per correggerla.
Albert Camus
104 voti a favore;
54 no,
29 astensioni.
L'assemblea generale dell'Onu ha votato a favore della moratoria contro la pena di morte nel mondo. Ora dalla moratoria si deve passare assolutamente alla abolizione.
Per ricordare:
L'80% delle esecuzioni avviene in Cina, i reati punibili con la pena di morte sono 68 tra cui evasione delle tasse, appropriazione indebita, aggressione di ufficiale di polizia, frode, tentato omicidio, gioco d'azzardo, bigamia, furto abituale, rapina a mano armata, contrabbando di sigarette. Qui la pena di morte è coperta dal segreto di Stato.
Nelle Filippine nel dicembre del 1997 è stato presentato un disegno di legge che prevede la pena di morte per le donne che abortiscono e per i medici che eseguono gli aborti.
Dal 1990 Iran, Pakistan, Arabia Saudita, Yemen, Nigeria, USA hanno giustiziato minorenni. Nel 1996 i pubblici ministeri statunitensi sono arrivati a chiedere la pena capitale per bambini di 13 anni ed è prevista inoltre per i malati di mente.
In Giappone le condizioni detentive nei bracci della morte sono molto dure: i condannati a morte in attesa di giudizio, non godono dei diritti garantiti agli altri detenuti, come le visite, la corrispondenza ,l'esercizio fisico. Il loro destino dipende dalle procedure decise dai singoli direttori penitenziari. Alcuni detenuti vengono tenuti in completo isolamento con effetti devastanti sulla loro psiche: le esucuzioni sono caratterizzate da segretezza e arbitrarietà.
In Russia il codice penale permette l'esecuzione di minorenni per reati che ricadono sotto la legge islamica, le donne possono essere giustiziate in ogni caso anche se incinte oppure madri di molti figli. E' inoltre prevista la pena di morte per rapina e futrto.
Non vado oltre...
Uccidere gli assassini non elimina per nulla le vere cause dei crimini violenti ( povertà, droga, disoccupazione, facile accesso alle rivoltelle e ad altri strumenti di morte). No, uccidere cittadini responsabili di gravi delitti è solo un vuoto rituale con un alto prezzo in termini morali ed economici, e senza dimostrabili vantaggi. Pensateci.
Paul Rougeau
Si celebra oggi la Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia.
Il 20 novembre di diciotto anni fa, infatti, venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, riconoscendo per la prima volta il bambino come soggetto di diritti (bambino è considerato ogni minore di diciotto anni). La nostra Repubblica ha ratificato tale convenzione con la legge n.176 del 27 maggio 1991, insieme ad altri 193 paesi.. ANCORA OGGI TALE CONVENZIONE E' VIOLATA!!!
Sono oltre 200 milioni i piccoli sotto i cinque anni a soffrire nel pianeta dei sintomi della malnutrizione. 53mila quelli uccisi in un anno, 223mila vittime di abusi sessuali e 275 milioni vittime di violenza domestica. 8 milioni vivono in paesi in guerra e di queste sarebbero almeno 300mila ad essere trasformati in bambini soldato. Hanno tra i 14 e i 18 anni, ma numerosi sono quelli di età inferiore (10 - 13 anni), addirittura al di sotto dei 10 anni. Amnesty International stima che i bambini e le bambine soldato costituiscano fino al 40 per cento delle forze militari, nonostante l’ONU consideri dal 1998 l’uso di bambini-guerrieri un crimine di guerra. E Unicef lancia l’allarme: in 10 anni 2 milioni di bambini sono stati uccisi dai conflitti nel mondo.
145 milioni di orfani nel mondo: 87 milioni solo nell’Asia, ma anche un milione e mezzo nei paesi dell’ex blocco sovietico e 34mila quelli senza famiglia in Italia.120 milioni di bambini lavorano a tempo pieno: 55 milioni solo in India, in Thailandia il 32% della forza lavoro è costituita da minori; in Nepal il 60% dei bambini svolge lavori che ne impediranno il normale sviluppo; in Brasile lavorano 7 milioni di minori, con una paga che va dai 3 ai 14 dollari la settimana. Oltre 500mila bambini lavoratori in Italia. E questo nonostante la Convenzione ONU fissi l’età minima lavorativa al termine della scuola dell’obbligo. Bimbi che lavorano, bimbi che non vanno a scuola: 120 milioni vivono senza ricevere alcun tipo di istruzione, ma è allarmante anche il dato italiano: al di là della iscrizione e della frequenza scolastica sono 6 milioni i giovani analfabeti.
DEVO CONTINUARE??
"Festeggiare" questa giornta non basta, dobbiamo impegnarci tutti i giorni dell'anno perchè i BAMBINI, che sono il NOSTRO FUTURO stanno soffrendo e morendo ADESSO!!!
Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini.
Dante Alighieri
I quattro principi fondamentali della Convenzione sono:
Principio di non discriminazione
Il principio, sancito all'art. 2, impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti ivi sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori.
Il principio di superiore interesse del bambino
Il principio, sancito dall'art. 3, prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l'interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente.
Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo
Il principio è sancito dall'art. 6 che prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l'impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo.
Ascolto delle opinioni del bambino
Il principio, sancito dall'art. 12, prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale. L'attuazione del principio comporta il dovere, per gli adulti, di ascoltare il bambino capace di discernimento e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Tuttavia, ciò non significa che i bambini possano dire ai propri genitori che cosa devono fare. La Convenzione pone in relazione l'ascolto delle opinioni del bambino al livello di maturità e alla capacità di comprensione raggiunta in base all'età.
Per leggere la convenzione integrale cliccate QUI
Voglio iniziare questo post con la seguente frase di Gunter Schabowsky, membro del Politbuero del Partito Comunista e Ministro della Propaganda della DDR:
" Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. Se sono stato informato correttamente quest'ordine diventa efficace immediatamente. "
Con questa frase il 9 Novembre 1989 il Muro di Berlino Muore.....ma...quanti muri ci restano ancora da abbattere?????
Ieri ho letto un post di LucioRai. Mi ha messo a conoscenza di un fatto decisamente drammatico...effettivamente me lo avevano già detto, anni fa, ma la mia mente piena di mille problemi banali ha accantonato in un cassettino la notizia....IL MURO DELL'APARTHEID ha raggiunto il 56.5 % del totale previsto quindi ormai sono 408 km....

Per gli Israeliani è una "barriera di separazione" per i Palestinesi è appunto il "muro dell'apartheid". Per gli israeliani è un ideale, per i palestinesi una minaccia esistenziale. Per la maggior parte degli israeliani è una soluzione magica alla paura del terrorismo. Per i palestinesi è una paura profonda. Una volta ancora non si capiscono, due nazioni che non afferrano il significato delle rispettive paure.
La costruzione del muro israeliano di separazione ha avuto inizio il 16 Giugno 2002. Per la maggior parte la barriera, che ultimata dovrebbe superare i 750 Km, è costituita da un muro in cemento alto 8 metri, fossati, filo spinato e recinzione elettrificata; è dotato di numerose torri di controllo, sensori elettronici, sistemi di rilevazione termica e telecamere, torrette per i cecchini e strade per le vetture di pattuglia.
Perchè di questo MURO se ne parla così poco???? .....ah...forse perchè i Palestinesi sono dei terroristi e gli Israeliani sono le vittime...???? Quindi è giusto costruirlo.....cosa ne pensate???

Grazie del tuo coraggio
Oggi vi voglio parlare di una donna straordinaria...eroina della lotta nera negli Stati Uniti ROSA PARKS... Questa donna è morta due anni fà ( alcuni fonti dicono il 24 Ottobre, altre il 25 Ottobre), alla "tenerà" età di 92 anni....era nata nel 1913 e nel dicembre del 1955, tornando a casa dal lavoro, prese l'autobus ed esausta si sedette nei posti centrali dell'autobus...quelli riservati ai BIANCHI...i NERI potevano solo usufruire del posti sul fondo dell'autobus......l'autobus piano piano si riempì ed un uomo bianco rimase in piedi...il conduttore del mezzo, vedendo il bianco in piedi, pretese che Rosa si alzasse e le cedesse il posto...LEI NON ACCETO'...e FU' ARRESTATA!!!! Proprio in quel preciso istante cominciò la LOTTA NON VIOLENTA per i diritti dei neri negli Stati Uniti. Quella notte, i leader della comunità afro-americana, guidati dall'allora sconosciuto MARTIN LUTHER KING si riunirono per decidere le azioni da intraprendere per reagire all'accaduto. Iniziò un boicottaggio dei mezzi di trasporto che andò avnti per quasi un anno portando gravi problemi nella città di Montgomery in Alabama....nel 1956 la Corte suprema dichiarò incostituzionale ogni forma di discriminazione razziale.
In carcere continuò a rafforzare l'idea che quello che stava facendo era giusto...lei era nel giusto e doveva continuare...la sua determinazione di libertà contagiò tutti....
Dobbiamo agire...dobbiamo agire!!!!
Sto leggendo un libro....uno di quelli di Elsa... il primo che ho voluto leggere è stato proprio questo: " La Notte" di Elie Wiesel... me ne avevano parlato anni fà ma visto e considerato che parla della sua esperienza "vissuta" ad Auschwitz non ho mai voluto leggerlo...non so realmente perchè...ma è andata così... Be' ora lo sto leggendo e vi assicuro che, sebbene, abbia letto molti libri biografici su questo argomenti, questo libro mi sta trasmettendo non solo la tristezza che mi davano gli altri ma un coraggio impensabile!!!
Ho iniziato solo ieri sera a leggerlo ma a pagina 39-40 ho letto cio':
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.
La notte di Elie Wiesel, edizione Giuntina
Della nonviolenza si puo' dare una definizione molto semplice:
essa e' la scelta di un modo di pensare e di agire che non sia oppressione o distruzione di qualsiasi essere vivente, e particolarmente di esseri umani.
Perche' questa scelta?
Per amore: ecco, vediamo subito che si tratta di una cosa positiva, appassionata. Ma e' l'amore che non si ferma a due, tre esseri, dieci, mille (i propri genitori, i figli, il cane di casa, i concittadini, ecc.); e' amore aperto, cioe' pronto ad amare altri e nuovi esseri, o ad amare meglio e piu' profondamente gli esseri gia' conosciuti. E
qui si capisce uno dei caratteri essenziali della nonviolenza bene intesa: essa non e' mai perfetta e non finisce mai, appunto perche' e' una cosa dell'anima; e' un valore, e' come la musica, la poesia, e si puo' sempre fare nuova musica, nuova poesia; e la vecchia musica, la vecchia poesia, possono essere vissute piu' profondamente.
Bisogna compiere atti particolari di nonviolenza, in situazioni concrete. La nonviolenza e', dunque, dire un tu ad un essere concreto e individuato; e' avere
interessamento, attenzione, rispetto, affetto per lui; e' avere gioia che esso esista, che sia nato.
Con la nonviolenza, dunque, s'impara concretamente che i modi di manifestarsi attuali della realta' (tra cui la separazione, il dolore, la morte) non sono permanenti, ma possono trasformarsi in meglio; e' una prova che vale la pena di tentare, e percio' la nonviolenza e' appello al mondo per una grande mobilitazione dell'unita' amore, con la fede nella trasformazione della realta' stessa.
E' percio' un errore credere che la nonviolenza si collochi nel mondo lasciandolo com'e'; piu' si pensa alla nonviolenza e si cerca di attuarla, piu' si vede che essa ha un dinamismo tale che non puo' accettare il mondo com'e', ma essa porta tutto verso una trasformazione: l'umanita', la societa', la realta'.
La nonviolenza e' lotta (contro se stessi, le proprie tendenze, i propri sogni di quiete), e' dramma tormentoso, e' spinta a scegliere cio' a cui uno tiene di piu'.
Questi pensieri sono il riassunto di un lungo articolo apparso nel lontano 1962 nella rivista La non violenza...se vi va di leggerlo tutto cliccate QUI
«L’autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. Una rivoluzione finalizzata semplicemente a trasformare le politiche e le istituzioni per migliorare le condizioni materiali ha poche probabilità di successo. Senza una rivoluzione dello spirito, le forze che hanno prodotto le iniquità del vecchio ordine continuerebbero a operare, rappresentando una minaccia costante al processo di riforma e rigenerazione. Non basta limitarsi a invocare libertà, democrazia e diritti umani. Deve esistere la determinazione compatta di perseverare nella lotta, di sopportare sacrifici in nome di verità imperiture, per resistere alle influenze corruttrici del desiderio, della malevolenza, dell’ignoranza e della paura»
Fonte: Libera dalla paura, Sperling & Kupfer, Milano 1998